Diario di Viaggio, gennaio 2026

È rientrato il gruppo dell’Associazione “Una scuola e un pozzo in Africa” dopo aver visitato le strutture sostenute con la realizzazione di numerosi progetti, segnalati dagli stessi operatori locali e scelti nella logica di rispondere sia a bisogni essenziali, ma anche di costruire prospettive di lavoro e di autonomia. È il profilo scelto dall’associazione da oltre 20 anni: non solo assistenza, ma anche prospettive.

Questo è il racconto del gruppo.

“La prima visita è avvenuta alla scuola materna di Fimla, un isolotto del grande estuario del fiume Saloum.
La scuola materna accoglie i bambini dell’isola che diversamente resterebbero in strada mentre le mamme sono al lavoro.
Recentemente l’edificio della scuola ha avuto bisogno di nuove porte, acquistate interamente dall’associazione; l’accoglienza dei bambini è stata festosa e affettuosa.

Abbiamo inoltre visitato la grande struttura scolastica di Kaolack, accompagnati da padre Pascal, il prezioso tramite che l’associazione ha in Senegal per realizzare i progetti di maggiore necessità.

A Kaolack, con grande emozione, siamo stati accolti nella scuola materna frequentata da ben 50 bambini, interamente realizzata dall’associazione pistoiese e dedicata a Silvia Dani, storica sostenitrice dei progetti che ci ha prematuramente lasciato.
Accanto alla scuola materna sorge la grande scuola elementare, della durata di 6 anni.
Le sei classi sono frequentate da oltre 150 ragazzi e ragazze che riescono a raggiungere la scuola con un pullman acquistato dall’associazione.
Queste strutture scolastiche sono esempi di integrazione perché accolgono indifferentemente musulmani e cattolici che qui studiano, giocano e condividono esperienze.

Sempre a Kaolack, padre Pascal ci ha fatto visitare un centro di attività e di accoglienza per i ragazzi di strada, una realtà tragica e troppo diffusa che potrebbe richiedere anche la partecipazione dell’associazione.

Un altro progetto sostenuto da Pistoia è quello dell’attività agricola sociale: il terreno messo a disposizione dalla diocesi di Kaolack potrà non solo produrre ortaggi in autosostentamento, ma diventare anche una scuola di formazione per giovani.

Una visita molto significativa è stata quella all’orfanotrofio di Nianing, a Mbour, che accoglie, fino ai tre anni, bambini orfani, abbandonati o figli di mamme gravemente ammalate.
Nelle culle i bambini nati da pochi giorni e, negli spazi di gioco, i bambini abbracciati e accuditi con amore sono la risposta positiva a ogni nostro sostegno.

Presso il monastero benedettino di Kerr Moussa abbiamo partecipato alla Santa Messa che dava inizio all’apertura del dialogo interreligioso, alla presenza di autorità religiose islamiche. Questa circostanza ci ha confermato che il Senegal, pur in crescente difficoltà, continua a essere, nel contesto generale del continente africano, un Paese di integrazione e tolleranza, e che ciò ha permesso l’accoglimento delle attività dell’associazione.

Il gruppo pistoiese si è concesso un momento “turistico” visitando l’isola di Gorée, poco distante dal porto di Dakar. È qui che gli schiavisti facevano giungere uomini e donne catturati nelle zone dell’entroterra; è qui la Casa degli Schiavi, dove venivano ammassate e selezionate migliaia di persone; è da qui che varcavano la Porta del Non Ritorno, spinti su navi negriere per essere condotti come schiavi nel continente americano.
L’isola, patrimonio mondiale dell’umanità, è stata visitata da Papa Wojtyła e successivamente anche da Nelson Mandela. Abbiamo lasciato Gorée nel convincimento che le battaglie per la libertà e per la dignità di qualsiasi uomo e donna devono vederci sempre pronti e impegnati.

Il valore aggiunto della visita in Senegal 2026 è stata la partecipazione del giovane Eugenio; il ragazzo è legato alla parrocchia di Sant’Angelo di Bottegone per radicamento familiare e la conoscenza dei progetti attuati in Senegal lo ha indotto a restare presso la scuola di Kaolack fino a fine febbraio, per aiutare come volontario nelle varie attività di supporto scolastico e per quanto gli sarà richiesto.
La scelta di Eugenio sigilla la profondità di esperienze come questa dell’associazione: si costruiscono scuole e pozzi lontano da noi e si raccolgono i frutti di tanto impegno anche vicino a noi.
La generosità verso gli altri, soprattutto verso chi ha più bisogno, restituisce grandi doni, ed è con questa ricchezza e con questa spinta ad andare avanti che siamo rientrati a casa.

Via Sant’Angiolo 51
Bottegone, Pistoia (PT)
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